Questo trucchetto si applica solamente a Windows 2000, XP, 2003 e successivi. Non è compatibile con Windows 95, 98, ME: se usate ancora uno di questi vecchi sistemi operativi.
Tutte i comandi descritti sono implementati nel registro “Internet-Veloce” che dovrete scaricare,cercando nei motri di ricerca
EnablePMTUDiscovery
Di default, tutte le versioni di Windows utilizzano dimensione dei pacchetti TCP/IP (MTU, maximum transmission unit) prefissate a 576 bytes, indipendentemente da quanto effettivamente la rete possa sorreggere questa misura. Alcuni provider possono però adottare dimensioni dei pacchetti diverse, causando la cosiddetta “frammentazione dei pacchetti TCP/IP”, con un notevole calo della velocità e un utilizzo non idoneo delle risorse: grazie a questa impostazione, abilitiamo la rilevazione automatica della dimensione dei pacchetti, evitando la frammentazione e massimizzando la velocità.
Viene naturale chiedersi perché questa opzione non sia attivata di default…
EnablePMTUBHDetect
Da utilizzare in abbinamento alla precedente, questa impostazione permette di rilevare una eccessiva frammentazione dei pacchetti o l’impossibilità dell’host remoto di gestire pacchetti del tipo inviato: in questo caso il sistema ridimensiona automaticamente i pacchetti a dimensioni più piccole, massimizzando la resa.
SackOpts
Questa opzione è attivata di default, ma la includiamo comunque visto che alcuni dei soliti esperti consigliano di disattivarla.
Questa funzione permette a chi riceve di notificare a chi invia (il pacchetto Tcp/IP) che da un certo punto in poi la sequenza non è stata ricevuta: grazie a “Selective Acknowledgment (SACK)”, chi trasmette potrà ri-inviare i dati partendo dal punto mancante, e non sarà necessario ritrasmettere tutta la sequenza dall’inizio.
Tcp1323Opts
Un settaggio che potenzierà soprattutto le connessioni più veloci, dovrebbe portare vantaggi proporzionali alla larghezza di banda (dovrebbe migliorare più una ADSL che non una ISDN)
MaxCacheEntryTtlLimit, MaxSOACacheEntryTtlLimit
Agiamo sul DNS facendo in modo che gli indirizzi già risolti, cioè trasformati da formato letterale a formato numerico, vengano tenuti in cache più a lungo, evitando di dover ri-interrogare ogni volta il DNS del vostro provider. Attenzione: se avete disattivato il servizio DNS Client come consigliato, potreste doverlo riattivare prima di poter sfruttare questa opzione.
DefaultTTL
Il “Time to Live” determina quanto a lungo un pacchetto possa “vivere” nella rete prima di essere scartato: settare il TTL in maniera corretta non è facile. Se da un lato un valore elevato riduce al minimo il rischio di Timeout, le performance potrebbero essere compromesse: abbiamo quindi modificato il valore di default, 128 secondi, a 200, numero che riteniamo possa essere un buon compromesso.
CacheHashTableSize, CacheHashTableBucketSize
Incrementiamo il numero di righe/colonne nella tabella DNS, permettendo di gestire una cache più ampia e quindi ridurre al minimo il numero di interrogazioni.
Come sempre, per i più curiosi, ecco cosa contiene il registro:
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetServicesTcpipParameters]
“EnablePMTUBHDetect”=dword:00000001
“EnablePMTUDiscovery”=dword:00000001
“SackOpts”=dword:00000001
“Tcp1323Opts”=dword:00000002
“TcpWindowSize”=dword:0005ae4c
“GlobalMaxTcpWindowSize”=dword:00011a6c
“DefaultTTL”=dword:000000c8
“CacheHashTableSize”=dword:000000fa
“CacheHashTableBucketSize”=dword:0000000f
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetServicesDnscacheParameters]
“MaxSOACacheEntryTtlLimit”=dword:00000320
“MaxCacheEntryTtlLimit”=dword:00003e80





















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